Le regole, le procedure e il loro rispetto sono indispensabili, tanto quanto la sana gestione economica.
Un corpo di regole, anche complesso, e le tecniche della gestione economica non sono incompatibili, al contrario, sono ambedue necessari al buon risultato. Il Servizio di Polizia Municipale di un Comune che deve gestire le scorrettezze degli automobilisti (multe, sequestri,..per eccessi di velocità, assicurazioni non valide,.) deve dimostrare ai cittadini di seguire regole chiare, ragionevoli, imparziali, a favore dell’intera comunità. E deve anche evitare sprechi di risorse e raggiungere risultati (sicurezza, ..), cioè porsi obiettivi di efficienza e di efficacia, misurarli, verificarli e saperli comunicare ai cittadini.
Quindi come vediamo dall’esempio precedente i due aspetti delle regole (burocrazia) e del risultato economico, interagiscono, ma possono e devono trovare un equilibrio per rendere questa interazione un volano di crescita delle amministrazioni.
Il progetto normativo e quello economico hanno un loro ambito autonomo all’interno del quale si sviluppano ma la ricerca del risultato economico deve rispettare le regole che garantiscono gli interessi generali e le regole non devono vanificare il progetto organizzativo. I due progetti devono integrarsi; si deve evitare che regole irrilevanti per il bene comune compromettano il risultato economico, o che il perseguimento di quest’ultimo crei squilibri sociali inaccettabili.
L’equilibrio tra regole e risultati si conquista con la capacità di misurare e comunicare. Senza misure convincenti e senza una comunicazione efficace, fuori e dentro gli uffici, la burocrazia ostacolerà la gestione economica e quest’ultima risulterà priva di significato.
Resistono invece una serie di luoghi comuni, di slogan del tipo: basta con tante leggi, tanti lacci e lacciuoli, basta con i giuristi, spazio agli economisti aziendali,.. Ma sia le gestioni sane sia i fallimenti dimostrano che con questi estremismi non si va lontano.

