Si parla tanto del Web 2.0 delle sue infinite capacità di partecipazione, dialogo, apertura, ma la Pubblica Amministrazione è pronta e preparata per l’utilizzo di questi strumenti al fine di creare un vero valore aggiunto per i cittadini?
Questa domanda e lo spunto per l’articolo sono venuti da due avvenimenti.
Il primo una lettura molto interessante fatta su Saperi P.A. nella quale l’Assessore all’Innovazione della Provincia di Vicenza, Andrea Pellizzari, argomenta in maniera molto puntuale non solo le potenzialità del Web 2.0 usato da una pubblica amministrazione ma anche i tanti errori e i tanti rischi cui si va incontro usando in maniera errata questi strumenti.
Il secondo dalla nevicata a Roma, si proprio da quella, in un attimo le maggiori testate giornalistiche online (Corriere della Sera, Repubblica, …) hanno allestito delle sezioni in cui i lettori potessero inviare le loro foto per documentare l’insolito evento (per Roma si intende!) e centinaia di foto da ogni parte della città hanno iniziato ad arrivare permettendo alle testate di documentare in maniera capillare l’avvenimento con uno sforzo in termini di risorse ridottissimo.
Quanto accaduto mi ha fatto pensare che le persone hanno voglia di partecipare, di fornire il loro contributo alla creazione dei contenuti, e che questo le pubbliche amministrazioni, almeno la maggioranza non l’hanno ancora capito. La pubblica amministrazione dovrebbe, in virtù del fatto che serve l’intera collettività, stimolare la partecipazione facendo collaborare i cittadini alla creazione dei contenuti, ed invece è ancora arroccata dietro delibere, determine e contenuti generati in modo statico e autoreferenziale.
Far partecipare i cittadini alla creazione dei contenuti potrebbe consentire alle amministrazioni una maggiore presenza sul territorio senza per questo avere bisogno di tante risorse per realizzarla, potrebbe aumentare la percezione che i cittadini hanno di presenza e vicinanza.
Per esempio, sempre seguendo il tema della nevicata, un ente locale coinvolto nell’avvenimento, avrebbe potuto, attraverso il contributo dei cittadini che erano per strada bloccati nel traffico a causa delle cattive condizioni climatiche, avere notizie circa le situazioni di criticità e quindi indirizzare in maniera più pronta e mirata i propri interventi.
Di esempi come quello precedente se ne potrebbero fare tanti, ma quello che risulta importante evidenziare è che meccanismi del genere non si costruiscono in un giorno, le testate giornalistiche online cui facevo riferimento, hanno avviato questa pratica da lungo tempo, e ora possono usufruire dei benefici, allo stesso modo le amministrazioni pubbliche dovrebbero avviare un uguale percorso per capire che hanno un immenso potenziale non sfruttato, i cittadini.


Pingback: Indicatori di misurazione della performance « Lab4 Blog